Sao Tomè e Cina rinnovano i rapporti diplomatici

Pubblicato il 27 dicembre 2016 alle 21:00 in Asia Cina

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Cina e Sao Tomè rinnovano, dopo vent’anni d’interruzione, i rapporti diplomatici. Sao Tomè sarà un importante avamposto per la politica della Cina in Africa.
Il ministro degli esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi, e il ministro degli esteri di Sao Tomè, Urbino Botelho, il 26 dicembre 2016, hanno rinnovato i rapporti diplomatici e siglato un comunicato congiunto. La notizia giunge dopo vent’anni dall’interruzione dei contatti diplomatici trai due paesi e a una settimana di distanza dalla rottura delle relazioni diplomatiche tra Sao Tomè e Taiwan.
Il testo del comunicato congiunto sancisce il riconoscimento ufficiale da parte di Sao Tomè del principio “una sola Cina”. Secondo questo principio, l’isola di Taiwan è parte integrante del territorio cinese e non uno stato sovrano. Esiste una sola Cina rappresentata dal governo della Repubblica Popolare. Sao Tomè si è anche impegnata a non intrattenere alcun rapporto ufficiale o diplomatico con l’isola di Taiwan in futuro.
Il ministro degli esteri della Cina, Wang Yi, ha dichiarato che la decisione di Sao Tomè dimostra di avere a cuore gli interessi di lungo periodo del suo popolo. “La ripresa delle relazioni diplomatiche tra la Cina e Sao Tomè è un segnale importante che crea un sistema win-win non solo per i due paesi interessati, ma per l’intera regione africana”, ha affermato il ministro.
Il ministro degli esteri della Repubblica di Sao Tomè e Principe, Urbino Botelho, ha accolto con favore il rinnovo dei rapporti con la Cina che considera una grande potenza e un amico sincero dei paesi africani.
La cooperazione tra i due paesi sarà incentrata sulla reciproca fiducia politica e sugli scambi nel settore dell’agricoltura, dell’ittica e del turismo. La Cina si impegna a sostenere lo sviluppo economico dell’isola e ad aiutarla a divenire capace di autosostenersi. La piccola repubblica, ex colonia portoghese, ha finora sempre contato sugli aiuti provenienti dall’estero per il suo sviluppo.
“È stato conveniente per Sao Tomè stringere rapporti diplomatici con la Cina proprio ora” afferma He Wenping, esperto di Studi Africani all’Accademia di Scienze Sociali cinese. L’isola, continua lo studioso, vede il grande sostegno economico che la Cina ha fornito a molti paesi dell’Africa, soprattutto in termini di infrastrutture e in campo medico-sanitario. Sao Tomè entrerà anche a far parte del Forum sulla Cooperazione Cina-Africa e del Forum per la Cooperazione Economico-Commerciale tra la Cina e i Paesi di lingua Portoghese, dai quali era stata, finora, esclusa. Si tratta di due simposi internazionali voluti dal governo centrale di Pechino per rafforzare la sua presenza e i suoi legami con i paesi africani che sono stati istituiti all’inizio del ventunesimo secolo.
Taiwan ha accolto con rammarico e disappunto la ripresa dei legami diplomatici tra Cina e Sao Tomè. Il ministro degli esteri dell’isola ha affermato che Sao Tomè “è stata confusa dalla diplomazia del denaro della Cina continentale e ha ignorato il grande contributo che abbiamo dato per così tanto tempo al benessere del suo popolo.”
La Cina, rappresentata dalla portavoce del ministero degli esteri Hua Chunying, nega di aver utilizzato la “diplomazia del denaro” per ottenere la rottura dei rapporti tra Taiwan e Sao Tomè e il rinnovo di quelli con la Repubblica Popolare. Il rilancio delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica Popolare e Sao Tomè, oltre a rappresentare una vittoria di Pechino su Taiwan nella continua contesa di alleati, ha un valore strategico importante nel quadro della politica cinese in Africa. Sao Tomè è un paese dalle dimensioni modeste, ha dichiarato Hua Chunying, ma la sua posizione geografica, nel Golfo di Guinea, è strategicamente importante. Il ritrovato alleato della Cina diverrà uno sbocco importante per il commercio regionale e avrà un ruolo di rilievo nella realizzazione del progetto Nuova Via della Seta.
La decisione di Sao Tomè di conformarsi al principio “una sola Cina” e di interrompere i rapporti con Taiwan si inserisce nel quadro generale di tensione tra Cina, Taiwan e Stati Uniti degli ultimi mesi. “Il rinnovo dei rapporti bilaterali mostra il riconoscimento e il supporto che la Cina ha nella società globale.”, ha continuato la portavoce del ministero degli esteri della Cina. Un’affermazione che sembra rivolta ai contatti tra il presidente eletto statunitense, Trump, e la leader pro-indipendenza di Taiwan, Tsai Ingwen.

Wang Yi e Urbino Botelho all’incontro bilaterale di Pechino. Fonte: gov.cn

di Redazione

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