ONU: risoluzione a sfavore di Israele, gli USA si astengono

Pubblicato il 24 dicembre 2016 alle 7:30 in Israele Medio Oriente

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede a Israele di porre fine alla sua politica di insediamenti nei territori palestinesi.

La risoluzione prevede la liberazione di Gerusalemme est e la creazione di uno Stato palestinese che conviva insieme a Israele, per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’astensione degli Stati Uniti, che avrebbero potuto bloccare la procedura ponendo il veto, ha permesso l’adozione del provvedimento con 14 voti favorevoli in seno al Consiglio di Sicurezza. Avendo sostenuto l’espansione del territorio ebraico nelle terre occupate da Israele nel 1967 in seguito alla guerra, il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha espresso parole contrarie alla proposta dalle Nazioni Unite, dichiarando che “Israele rigetta questa soluzione vergognosa”.

L’amministrazione di Obama ha rotto con il vecchio approccio americano di appoggio a Israele, il quale riceve 3 miliardi di dollari l’anno sotto forma di aiuti militari dagli Stati Uniti. La risoluzione, avanzata dalla Nuova Zelanda, Malesia, Venezuela e Senegal, dopo che l’Egitto ha chiesto più tempo per valutare la proposta sotto la pressione di Tel Aviv e del Presidente eletto americano, Donald Trump, è la prima adottata dal Consiglio di Sicurezza riguardo Israele e Palestina in 8 anni. Ban Ki-moon, Segretario Generale dell’ONU, ha apprezzato la risoluzione e l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha chiesto ad Israele di “rispettare il diritto internazionale”.

Tel Aviv ha considerato l’astensione degli USA un colpo basso da parte di Obama, il quale ha intrattenuto relazioni tese con il PM israeliano durante il proprio mandato, e il cui sforzo per raggiungere un accordo di pace e la creazione di due stati, è stato vano. Non a caso, il Presidente americano ha affermato che la costruzione di continui insediamenti israeliani ha minato la possibilità di raggiungere qualsiasi soluzione pacifica.

Dall’altra parte, Israele e Trump avevano richiesto ad Obama di porre il veto per bloccare l’adozione della risoluzione. Il Presidente eletto ha scritto su twitter che “dal 20 gennaio le cose cambieranno”, riferendosi al proprio futuro insediamento al posto di Obama. Tel Aviv per decenni ha colonizzato i territori conquistati da Israele nel 1967, inclusi la Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est, ritenuti possedimenti illegali e considerati un ostacolo al raggiungimento della pace da molti paesi.

Insediamenti israeliani in Cisgiordania. Fonte: un.org

Insediamenti israeliani in Cisgiordania. Fonte: un.org

di Redazione

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