Giordania: continua la ricerca dei terroristi a Karak

Pubblicato il 21 dicembre 2016 alle 17:00 in Giordania Medio Oriente

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Un ufficiale di polizia giordano è stato ucciso durante una sparatoria a Karak.

Soltanto qualche giorno fa, la città giordana era stata teatro di un attacco terroristico rivendicato dall’ISIS, in cui sono morte 10 persone. The New Arab ha riportato che un secondo agente è stato ferito in seguito al raid che la polizia locale ha compiuto ieri sera, organizzato per cercare sospettati legati all’attentato. “La sparatoria è iniziata dopo che le forze di sicurezza sono giunte nei pressi di Qarfla, nella provincia di Karak, per controllare una casa in cui si erano rifugiati alcuni sospettati”, ha spiegato Haitham Zaideen, membro del parlamento giordano. Sono 4 i militanti rimasti uccisi nell’operazione.

L’ISIS, nel comunicato con cui ha rivendicato la propria responsabilità, ha riferito che l’attacco a Karak è stato compiuto contro gli apostati giordani da 4 soldati del califfato, per vendicare i raid aerei della coalizione Americana contro i jihadisti in Siria e in Iraq.

Nel giugno 2015, la Giordania ha intensificato le leggi antiterroristiche per reprimere il sostegno locale all’ISIS. Stime ufficiali dimostrano che più di 2,000 giordani si sono arruolati nelle file dello Stato Islamico, rappresentando il terzo contingente straniero più numeroso che si unisce ai jihadisti dopo quello tunisino e quello saudita. Il paese arabo ha una lunga storia con i gruppi terroristici che sono poi evoluti nel sedicente califfato. Abu Musab Al-Zarqawi, fondatore del ramo di Al Qaeda in Iraq (AQI), di origini giordane, è ritenuto essere il responsabile di diversi attacchi contro obiettivi giordani, a cui si aggiungono l’attentato all’ambasciata giordana a Baghdad nel 2003, e un triplo attacco suicida ad Amman nel 2005.

La città di Karak, Giordania. Fonte: Wikipedia.

La città di Karak, Giordania. Fonte: Wikipedia.

 

di Redazione

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